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A Monselice quattro incontri vicariali per ragazzi ed educatori sul tema dell’affettività
Si rivolge anche quest’anno a tematiche educative di grande interesse l’attenzione del vicariato di Monselice, che propone quattro serate, da lunedì 30 gennaio, per riflettere sull’educazione ai nuovi stili di vita, negli ambiti dell’affettività-sessualità e della libertà dalle dipendenze.
 
Due appuntamenti sono indirizzati ai giovanissimi delle scuole superiori, mentre gli altri due, in modo speculare, affrontano le stesse tematiche dal punto di vista di genitori ed educatori. Ad essere interpellata, nell’ottica di una proposta coeducativa tesa al bene comune, è però tutta la comunità educante del territorio: dalla scuola allo sport fino a ogni altra agenzia che opera per i giovani e per la famiglia.
 
«Con questa proposta – spiega mons. Sandro Panizzolo, vicario foraneo e parroco del duomo di Monselice – ci poniamo in continuità con il progetto di educazione alla sessualità “Impariamo ad amare”, attuato lo scorso anno. Considerato l’interesse suscitato nei ragazzi e nei genitori, il coordinamento vicariale ha deciso di ripetere l’esperienza. La pubblicità avverrà attraverso le comunità parrocchiali e le scuole superiori della zona. Saranno gli insegnanti di religione a diffondere l’iniziativa tra i giovani, continuando la proficua collaborazione già attivata nello scorso anno scolastico».
 
Titolo del percorso vicariale è “Voglio imparare ad amarmi”: «Il progetto comporta un passo ulteriore rispetto all’esperienza precedente – spiega Elena Greggio, segretaria del coordinamento vicariale e componente del team che ha elaborato il ciclo d’incontri – Il focus, centrato sulla relazione con l’altro, si sposta al rapporto con sé stessi, proponendo un percorso di consapevolezza che invogli giovani e adulti alla curiosità e alla sperimentazione di stili di vita sani, liberamente scelti. Imparare ad amarsi vuol dire allora, per i ragazzi come per gli adulti, proteggere il proprio benessere integrale perseguendo insieme stili di vita adeguati. La tematica delle dipendenze, è entrata nel progetto sulla scia del dibattito vicariale del giugno scorso centrato su:”Prevenire o promuovere? Famiglia e dipendenze”. Si è scelto quindi di proporre una riflessione allargata a tutte le forme di dipendenza, comprese quelle legate alle nuove tecnologie informatiche».
 
I quattro incontri si terranno al cinema Corallo con inizio alle 20.45. Argomento del primo, rivolto ai ragazzi, è: “XXX: Gli Ulisse del Web”. Conducono i coniugi Manola Tasinato e Giampietro Borsato, rispettivamente ginecologa- sessuologa e insegnante di scuola superiore, già intervenuti lo scorso anno. “XXX” è il modo convenzionale per definire i siti pornografici: l’intento non è arginare la curiosità giovanile, che per definizione somiglia a quella di Ulisse, quanto dare qualche “dritta” critica che sveli i vuoti esistenziali insiti in un web in cui elementi belli e impegnativi sono svenduti come facili e a portata immediata.
 
Il secondo appuntamento, il 6 febbraio, sarà sul tema:“Libero di sentire e di sentirmi” e verrà guidato da Silvia Destro, psicologa, coordinatrice nella comunità San Francesco, e padre Danilo Salezze cofondatore della comunità San Francesco.
 
Entrambi gli incontri prevedono il coinvolgimento attivo dei ragazzi che saranno chiamati a interagire sui temi trattati con varie modalità comunicative.
 
Gli stessi relatori animeranno nel medesimo ordine anche i due incontri rivolti agli adulti. Quello del 20 febbraio sarà su “Testimoni di stile: sessualità e nativi digitali”, quello del 27 su “Testimoni di stile: col-legati ma liberi”.
 
La testimonianza di stile è una delle idee guida su cui si articola il messaggio delle serate. Essa comporta consapevolezza e corresponsabilità educativa a partire anzitutto dalla famiglia, chiamando in causa ogni adulto di riferimento.
 
Le proposte per gli adulti prendono le mosse dalle suggestioni emerse negli incontri con i ragazzi, proponendo una sorta di “istruzioni per l’uso” su alcuni aspetti critici dal punto di vista educativo: il rapporto degli adolescenti con internet, nuove e vecchie droghe, lo stile di vita e la testimonianza familiare.
Alessandra Fasson