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Dopo il restauro si pensa di riportare nell’antica chiesa di Torreglia le sue opere d’arte
«Vorremmo tanto poter restaurare le quattro tele di proprietà della parrocchia e ricollocarle, assieme alla tavoletta del Mantegna, nel loro posto originario: l’Adorazione dei magi sopra la porta della sacrestia e le tele negli spazi un tempo occupati nella navata, ora rimasti vuoti». Con questo auspicio Gianpaolo Canella, coordinatore del gruppo culturale La Perla di Torreglia, concludeva la recente inaugurazione dei lavori di restauro esterni della chiesa di San Sabino, l’ex parrocchiale arroccata accanto al cimitero di Torreglia Alta. I restauri hanno riguardato la facciata, le pareti laterali e la copertura, le mura di contenimento del terrapieno su cui sorge lo storico edificio e le due scalinate d’accesso, che fanno da cornice alle lapidi con l’elenco dei caduti e all’edicola con la statua di sant’Antonio di Padova. L’intervento è stato reso possibile dal contributo della fondazione Cariparo, sempre presente nei vari momenti di salvaguardia e restauro che hanno riguardato anche l’antica torre campanaria, della regione, del ministero dell’economia e delle finanze, della provincia e del comune di Torreglia.
«La chiesa di San Sabino – sottolinea ancora Canella – rappresenta le radici di fede e di devozione della comunità di Torreglia. Non a caso vi vengono conservate la carretta processionale e il busto della Madonna del Carmine portata annualmente al santuario di Monteortone nel corteo votivo iniziato dopo la peste del 1630. Essa rappresenta oggi anche una viva tradizione culturale, grazie al premio biennale nazionale di poesia sacra, nato nel 2001 e fortemente voluto dal compianto professor Giampiero Giuliucci, recentemente deceduto, e per gli importanti letterati di cui resta il ricordo, come l’abate Giuseppe Barbieri, ricordato all’interno della chiesa da un busto marmoreo del 1869, Nicolò Tommaseo, ricordato da una lapide come giovane cantore delle bellezze di Torreglia, e Jacopo Facciolati. È quest’ultimo che ha donato alla parrocchia intorno al 1769 una versione della celebre tavoletta dell’Adorazione dei magi del Mantegna, ora restaurata».
Sarebbe quindi davvero auspicabile la realizzazione, grazie alla disponibilità di un finanziamento della Cei dell’otto per mille, di un adeguato sistema antifurto che consenta di ricollocare le cinque opere ora affidate al museo diocesano, dopo che erano state trafugate e fortunatamente ritrovate.
La sistemazione dell’interno dell’antica chiesa sarebbe occasione per una generale ripassata delle tinteggiature. Sarebbe anche opportuno trovare il modo di mettere in evidenza i resti di decorazione a fresco ritrovati sotto le capriate e ora nascosti dal soffitto seicentesco. Si sta anche pensando di attrezzare la chiesa con un organo, da collocare nella apposita sede sopra l’ingresso, per poter usufruire dell’ambiente anche per concerti di musica sacra. Un’occasione in più per dare alla antica parrocchiale il ruolo di centro culturale e spirituale dell’intera comunità, accanto alla sala teatrale e cinematografica La Perla che ospita per buona parte dell’anno un fitto calendario di spettacoli adatti alle famiglie.
L. B.
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